Una serata per dire no al Decreto Salvini

Il Decreto Immigrazione e Sicurezza, voluto dal Governo, avrà gravi conseguenze non solo per i migranti ma anche per i territori che si troveranno a gestire migliaia di persone senza alcun tipo di garanzia e tutele, nuove facili prede della criminalità o dello sfruttamento“.

E’ quanto emerso dalla serata con il tutto esaurito, di venerdì 9 organizzata dal Coordinamento “Ero Straniero” di Fidenza sul nuovo decreto Immigrazione con la presenza di Talita Pini del Ciac di Parma ed Eleonora Camilli, giornalista di Redattore Sociale. Durante la serata sono emersi i contenuti della normativa fortemente voluta dal Ministro Salvini: “Il primo passaggio inaccettabile – ha spiegato Pini, dell’associazione Ciac, che gestisce gli Sprar di Parma e Fidenza in collaborazione con enti locali e altre associazioni – è l’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari che per anni ha permesso a migliaia di migranti di essere accolti nel nostro paese. Il secondo, è lo smantellamento del Sistema pubblico di accoglienza basato sul sistema Sprar che viene riservato solo a chi ha già ottenuto una protezione internazionale”.

Secondo la giornalista Camilli, il decreto ha molte caratteristiche incostituzionali. “E’ chiaro – ha detto – che si cerca di rispondere ad una paura creata ad arte ci siamo convinti che in Italia ci sia una invasione di immigrati, per lo più dediti alla criminalità, ma i dati reali ci dicono l’esatto opposto; ci dicono che i migranti internazionali sfiorano i 258 milioni, mentre nel 2000 erano circa 173. Numeri che sembrano enormi, certo, ma stiamo parlando del 3% della popolazione mondiale e il dato è più o meno costante da decenni.”

Quelli che fanno più fatica a spostarsi sono quanti fuggono da conflitti e da situazioni di persecuzione, privazione dei diritti fondamentali, anche economici: 114mila sono arrivati nel 2017, ma 40mila di loro se ne sono poi subito andati, per compiere un percorso migratorio diverso e più complesso o perché in Italia non hanno avuto accesso a percorsi efficaci di inclusione e integrazione. Numeri che fanno riflettere, soprattutto se paragonati agli italiani che espatriano, circa 200mila nel 2017. “Entrambi i flussi – ha notato Marco Gallicani nell’introduzione – hanno motivazioni, profonde e complesse, ma solo contro i primi la maggior parte degli stati occidentali ha alzato le proprie barriere, politiche, burocratiche e culturali, innescando una spirale di rischi e illegalità. D’altra parte ci vuole poco per marcare la differenza tra legalità e illegalità, basta un visto sul passaporto: gli statunitensi con il loro possono andare in 162 paesi del mondo senza dover offrire alcuna garanzia, un afgano in 30. E così è accaduto che l’illegalità ha reso iper-visibili i sopravvissuti (ci affacciamo su un vero e proprio cimitero ormai, che solo nel 2018 ha accolto più di 1000 cadaveri), strumentalizzati per alimentare paure e sentimenti di insicurezza, in un meccanismo di facile e superficiale generalizzazione, dove i crimini commessi da pochi sono addebitati a tutti, senza distinzione. Il decreto alimenta e amplifica questa tendenza, perchè smantellare lo SPRAR significa aumentare il rischio di esclusione e marginalizzazione sociale dei migranti che arrivano sul nostro territorio, privandoli dei diritti che la Costituzione sancisce, aumentandone la vulnerabilità, esponendoli a circuiti di illegalità.”

La serata fidentina è stata anche ’occasione per chiedere a tutti di mobilitarsi contro il decreto che è stato approvato in Senato nei giorni scorsi e che, a breve, approderà alla Camera dei Deputati per la sua definitiva conversione in Legge. L’appello è stato lanciato in particolare nei confronti degli enti locali che avranno un ruolo fondamentale per gestire gli stranieri privati delle tutele, e saranno chiamati a rafforzare e ampliare le reti di coordinamento e collaborazione. “Ma un ruolo importante lo avranno anche i singoli cittadini – ha insistito in chiusura Gallicani – che possono fare la differenza nella quotidianità, promuovendo una narrazione accurata e oggettiva del fenomeno, che racconti le storie positive di integrazione. Il bene va raccontato, condiviso, esaltato, celebrato. Ognuno può prendere posizione, mettersi al fianco del più debole e fargli da scudo. E raccontarlo a chiunque, magari proprio sfruttando la viralità di quei social che invece fino ad oggi hanno per lo più aiutato la diffusione delle false informazioni”

Autore: marcogallicani

www.gallicani.it

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