Non è questione di regolamenti, ma di razzismo

Attrezzarsi ad un futuro multietnico […] è una necessità, anche se non piacesse. Tanto vale che gli europei se ne convincano e cerchino i modi per sviluppare una cultura della convivenza. Cominciando dalla scuola o dalle organizzazioni dei lavoratori, o dalle giovanili che possono diventare un’egregia scuola di positiva convivenza ed interazione. (…) (A. Langer 1989)

Dicono alcuni dei miei compagni, qui come altrove, che mozioni come quella presentata (e poi ritirata) da Rete Civica sull’impossidenza (scaricala cliccando qui) vanno trattate con cautela, che bisogna studiare risposte articolate, “perché il clima del paese è in fondo questo e per cambiarlo serviranno anni di lavoro di base”.

E però sono anni che lo diciamo e nessuno qui lo comincia questo lavoro di base, e intanto che studiamo le risposte più sofisticate a mozioni di questo tipo l’atteggiamento che le anima si moltiplica e si diffonde, perché invece chi lo sostiene non ha paura ne vergogna e ci si dedica con tutta la cattiveria e la strumentalità che si possono immaginare, senza freni. Continua a leggere “Non è questione di regolamenti, ma di razzismo”

Una serata per dire no al Decreto Salvini

Il Decreto Immigrazione e Sicurezza, voluto dal Governo, avrà gravi conseguenze non solo per i migranti ma anche per i territori che si troveranno a gestire migliaia di persone senza alcun tipo di garanzia e tutele, nuove facili prede della criminalità o dello sfruttamento“.

E’ quanto emerso dalla serata con il tutto esaurito, di venerdì 9 organizzata dal Coordinamento “Ero Straniero” di Fidenza sul Continua a leggere “Una serata per dire no al Decreto Salvini”

Sull’adesione a Welcoming Europe

L’Italia è meta di un importante flusso migratorio dal continente africano. Non solo da quello (anche se sembra che preoccupi solo quello) e niente di ingestibile, ne dal punto di vista statistico ne da quello culturale. Ma soprattutto niente di diverso da quanto accade altrove su rotte diverse e niente di particolarmente diverso da quanto accaduto negli anni che hanno preceduto questo diffuso senso d’impotenza che respiriamo; nell’ultimo decennio l’immigrazione netta (europea ed extra) è stata quasi costante, tra i 300 e i 500mila ingressi l’anno. Continua a leggere “Sull’adesione a Welcoming Europe”

Chi saranno i “Giusti tra le nazioni” di domani?

La Valle Spluga è una diramazione alpina a nord della Val Chiavenna che fa parte della provincia di Sondrio, l’ultima prima della Svizzera. Il suo nome più famoso tra i locali è val di Giüst, che vuol dire valle di San Giacomo, ma è bella anche per il significato che sembra avere nel nostro.(*)

È una valle poco turistica e con una segnaletica di frontiera piuttosto abbozzata, anche perché, specialmente da quelle parti, la frontiera viene spesso spostata in avanti e indietro, a seconda del vincitore di turno. Continua a leggere “Chi saranno i “Giusti tra le nazioni” di domani?”

A me non me ne frega un ca… (*): il 3 anno in Comune

Che sia maledetto quel potere che mette gli uni contro gli altri i miserabili

Ci sono momenti in cui è facile sedersi dalla parte dell’odio o anche solo assecondarlo. Basta tacere. Assecondare tutto quello che ti suggerisce che è meglio un profilo basso, focalizzato sull’operativo. E aderire così al lento declino culturale e civile (e quindi politico) che viviamo.

Ma questo Paese per come lo abbiamo conosciuto negli ultimi 70 anni è esistito perché al tempo qualcuno decise di non arrendersi, nonostante fosse minoranza.
Anche prima di salire in montagna.
Forse perché non esistevano i sondaggi che oggi costringono molti eletti ha ragionare sui consensi che gestiscono (che sono evidentemente impauriti, al limite della psicosi, vicini al collasso democratico), e non su quel che serve alla comunità che han l’onore di  Continua a leggere “A me non me ne frega un ca… (*): il 3 anno in Comune”