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In lode dei mai contenti

«I campioni li riconosci da come ti ringraziano per le critiche.
Di fronte alle critiche si hanno infatti due possibilità:
ci si può irritare e poi detestare chi le muove
oppure le si può studiare per provare a migliorarsi,
e non solo per accontentare chi ci ha criticato, ma per tutti».

(N. Alessandri, Technogym)

Forse non tutti sanno che cosa sia il negativity bias.

Magari invece si, ma io l’ho scoperto solo quando ho dovuto coordinare una conferenza di Telmo Pievani, che è un filosofo evoluzionista capace come pochi altri di spiegare le cose per farle capire a chi le ascolta, e non invece per fare il figo.
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La storia lesa

“Ricordiamoci sempre che per fortuna noi la guerra l’abbiamo persa”
Predappio. Gadget fascisti

Se la storia fosse maestra di vita dovrebbe almeno far suonare degli allarmi nella testa delle persone che la conoscono.

In realtà non lo è affatto e ricordo dai tempi dell’Università che già Marc Bloch aveva un po’ demitizzato questa cosa che la storia sia lì per darci lezioni perché non è quasi mai stato vero che uguali fattori ricombinati abbiano generato uguali conseguenze. Bloch diceva che nel cercare nel passato i modelli del presente si commetteva un delitto di lesa storia.

Capita così in questo periodo così pazzesco ed inedito che si continuino a commettere errori grossolani ed evidenti con il solo scopo di consolidare alcune zone di comfort, alcune identità traballanti.

É capitato anche a Fidenza […] Continua a leggere “La storia lesa”

Diamo cittadinanza all’attivismo

"Nulla è definitivamente utile, nulla è inutile" (R. Noury)

Alcune vite, alcune donne, alcuni uomini hanno lottato così tanto per i diritti umani e per l’ambiente che le loro gesta risvegliano la nostra voglia di lottare per la giustizia.

Sono quasi degli eroi, fino a pochi anni fa i loro nomi erano dappertutto, i cantanti dedicavano loro i migliori album delle loro carriere, e spesso veri e propri inni musicali. Ognuno ha i suoi: Chico Mendes, Nelson Mandela, Peppino Impastato, Ken Saro-Wiwa, Marielle Franco, padre Ezechiele Ramin, Aung San Suu Kyi.

E poi ci sono le persone normali, quelle che non scelgono deliberatamente di esporsi ad esempio, ma che seguono il loro percorso e si trovano senza volerlo al centro della scena. Senza volerlo, perchè da quella scena ricavano solo rogne. A volte ne ricavano la morte e quindi non sapremo mai se avrebbero apprezzato o vissuto con ritrosia il loro eroismo. Continua a leggere “Diamo cittadinanza all’attivismo”

Il Consiglio Comunale e la latitanza della politica

"In Italia è sempre colpa di qualcun altro" (M. Torre)

Abbiamo approvato alcune schede attuative previste dal PSC del 2017, quello che ci portò a tanto così dalla crisi di Giunta, la correzione in corsa di un lavoro fatto male e pagato moltissimo, e comunque votato con il consensuale impegno in maggioranza (allora monocolore) a considerarlo solo una tappa del percorso.

A quasi 3 anni di distanza, ma con una pandemia mondiale nel mezzo, la Regione ha deciso che era stanca di aspettare e che oltre il 31 dicembre del 2021 nessun Psc (piano strutturale comunale) regionale avrebbe potuto essere implementato perchè era ora di approvare i Pug (piani urbanistici generali), i nuovi strumenti per il governo locale del territorio.
É tutto molto complicato, le sigle non aiutano e forse ve ne frega anche poco, ma è importante perchè se no le chiacchiere sul consumo di suolo zero, il paesaggio, l’ecologia integrale, la vocazione rurale, ecco si attaccano tutte al tram. Quello dei diritti acquisiti. Continua a leggere “Il Consiglio Comunale e la latitanza della politica”

Il self made man è uno sfigato

L’antica tecnica dell’ancoraggio è pratica di uso comune nelle fiere di moto: si mette la sventolona di turno in sella alla nuovissima fuoriserie e la si lascia lì a rosolare sotto i faretti mentre orde di maschi con gli ormoni in fibrillazione si precipitano a fare foto che condivideranno poi sui social con l’hashtag #tette coprendo il marchio e il prodotto. (Il marketing delle biciclette e il corpo delle donne)

Il percorso che questi Consigli Straordinari del 25 novembre hanno generato andrebbe valorizzato come una serie coi suoi episodi, perché tutto insieme fa cogliere punti di vista che nella singola occasione si perdono.

Nel mio piccolo ho provato a portare contributi sulla violenza, sulla definizione di abuso di potere, sulle abitudini culturali maschili e persino su alcuni atteggiamenti un po’ opportunistici che ci permettiamo noi che possiamo riflettere su queste cose pubblicamente. Niente di memorabile, lo so bene, ma forse può essere notevole anche solo aver portato dentro le nostre chiacchiere e i nostri verbali gli stimoli di un dibattito che altrove è ben più radicato e generativo, come dimostra l’adozione della Scevà in molti documenti pubblici, o il rifiuto del suo uso da parte di altri […] Continua a leggere “Il self made man è uno sfigato”

Qualche appunto sulla militanza nel tempo pandemico

“Il conflitto non si spiega, si vive” (H. Giuliani)

C’è uno studioso di politica internazionale piuttosto famoso, si chiama Fukuyama, che nelle ultime interviste va dicendo spesso che la democrazia per come la intendiamo in occidente è stata messa sotto stress come mai prima d’ora dalla pandemia e che sbagliamo a pensare che una volta imparato a contenere il virus si tornerà alla vita di prima perchè il “tempo pandemico” ha impresso un segno indelebile sul ruolo dei singoli nelle comunità.

Il modello che avevamo sotto gli occhi fino alla primavera del 202o (se ci si prestava attenzione, è chiaro) era […] Continua a leggere “Qualche appunto sulla militanza nel tempo pandemico”

Il pericolo di un fascismo normale


Nel bar sottocasa dove a volte bevo il caffè ci sono dei manifesti con una frase, che avrebbe potuto scrivere mia nonna, ma la firma di Benito Mussolini. Non è un caso, è un pericolo.

La settimana che va dal 25 aprile al 1 maggio per me è la più bella dell’anno, l’ho già scritto e non una volta sola, anzi spesso.

Ne scrivo ancora per affrontare un aspetto che mi sembra stia diventando un’emergenza e perché credo di poter scrivere che questa cosa abbia cominciato ad […] Continua a leggere “Il pericolo di un fascismo normale”

Cambiare il mondo coi soldi

“Unless someone like you cares a whole awful lot, nothing is going to get better.
It’s not” (Lorax)

Sostiene Viktor Šklovskij – sosteneva, in realtà, avendolo scritto ad inizio ‘900, ma volevo essere all’altezza di Pereira nell’attacco – che “se invece di cercare di fare la storia, cercassimo semplicemente di essere responsabili per i singoli eventi che la compongono andrebbe tutto molto meglio”.

Io più mi allontano dall’età del Clan e più mi rendo conto che questa cosa di “lasciare il mondo un po’ migliore di come l’ho trovato” probabilmente non sfocerà in una rivoluzione plateale. Questo nonostante per un sacco di anni io ci abbia creduto davvero, all’imminenza della rivoluzione. Con un entusiasmo certo altalenante, ma diciamo che ad ogni ritorno dai campi il mondo dei vp mi è sempre sembrato più morto che vivo. Continua a leggere “Cambiare il mondo coi soldi”

Il dramma di Andra e Tati, e quello dei bimbi di oggi

Il contributo al Consiglio Comunale solenne per celebrare il “Giorno della memoria”

Mi ha fregato la coincidenza.

Ieri sera, signora Presidente, ho finito di leggere una favola, “La stella di Andra e Tati” (pubblicato della De Agostini), per capire se valeva la pena condividerlo coi miei. E no, non lo farò.

Perchè Andra e Tatiana Bucci avevano 4 e 6 anni quando vennero deportate, grossomodo come i miei, e immagino che anche loro, come i miei avranno fatto in continuazione mille domande per capire quello che per loro non era intuitivo. E io so già che se glielo leggessi questo accadrebbe e io non le avrei, quelle mille risposte. Risposte comprensibili ad un bambino, intendo. 

Ma è un esercizio utile, quello di adottare il punto di vista di un bambino, anche per chi non li ha perchè è un periodo questo nel quale sembra che siano sono scomparsi dall’orizzonte delle riflessioni pubbliche. Continua a leggere “Il dramma di Andra e Tati, e quello dei bimbi di oggi”

“Vieni e discutiamone; mettiamoci a sognare”

Questo articolo è stato scritto per il Circolo Il Borgo di Parma

Parlare di banche a Parma è difficile almeno tanto quanto parlare di calcio.

Parlarne poi da non residente rappresenta una specie di lesa maestà cittadina. Se anzichè oltre il Taro abitassi oltre l’Enza l’articolo potrebbe finire qui, immagino.

Da parmense mi è sempre sembrato evidente come fossero argomenti, quelli del calcio, delle banche e forse anche dei giornali, per i quali nei parmigiani si manifestava una specie di sovranismo implicito e inconscio, argomenti capaci di generare convinzioni così granitiche da riuscire a plasmare un habitus. Continua a leggere ““Vieni e discutiamone; mettiamoci a sognare””