Il dramma di Andra e Tati, e quello dei bimbi di oggi

Il contributo al Consiglio Comunale solenne per celebrare il “Giorno della memoria”

Mi ha fregato la coincidenza.

Ieri sera, signora Presidente, ho finito di leggere una favola, “La stella di Andra e Tati” (pubblicato della De Agostini), per capire se valeva la pena condividerlo coi miei. E no, non lo farò.

Perchè Andra e Tatiana Bucci avevano 4 e 6 anni quando vennero deportate, grossomodo come i miei, e immagino che anche loro, come i miei avranno fatto in continuazione mille domande per capire quello che per loro non era intuitivo. E io so già che se glielo leggessi questo accadrebbe e io non le avrei, quelle mille risposte. Risposte comprensibili ad un bambino, intendo. 

Ma è un esercizio utile, quello di adottare il punto di vista di un bambino, anche per chi non li ha perchè è un periodo questo nel quale sembra che siano sono scomparsi dall’orizzonte delle riflessioni pubbliche. Continua a leggere “Il dramma di Andra e Tati, e quello dei bimbi di oggi”

Umani senza confini

Intervista ad una pattuglia di rover e scolte che in un settembre bolognese  ha dimostrato che il futuro è pieno zeppo di speranza, e presto lo andrà a dire alle Comunità capi.

Dice Michela Murgia nel suo ultimo libro che per cambiare il mondo (che sarebbe il fine ultimo dello scoutismo, sintetizzando) servono rivoluzioni plurali dal basso, rivoluzioni che tutti possiamo fare, tutti i giorni. Dice che salveranno il mondo perché contribuiranno ad un nuovo racconto plurale della realtà, capace di abitare le frontiere. Continua a leggere “Umani senza confini”

Non è questione di regolamenti, ma di razzismo

Attrezzarsi ad un futuro multietnico […] è una necessità, anche se non piacesse. Tanto vale che gli europei se ne convincano e cerchino i modi per sviluppare una cultura della convivenza. Cominciando dalla scuola o dalle organizzazioni dei lavoratori, o dalle giovanili che possono diventare un’egregia scuola di positiva convivenza ed interazione. (…) (A. Langer 1989)

Dicono alcuni dei miei compagni, qui come altrove, che mozioni come quella presentata (e poi ritirata) da Rete Civica sull’impossidenza (scaricala cliccando qui) vanno trattate con cautela, che bisogna studiare risposte articolate, “perché il clima del paese è in fondo questo e per cambiarlo serviranno anni di lavoro di base”.

E però sono anni che lo diciamo e nessuno qui lo comincia questo lavoro di base, e intanto che studiamo le risposte più sofisticate a mozioni di questo tipo l’atteggiamento che le anima si moltiplica e si diffonde, perché invece chi lo sostiene non ha paura ne vergogna e ci si dedica con tutta la cattiveria e la strumentalità che si possono immaginare, senza freni. Continua a leggere “Non è questione di regolamenti, ma di razzismo”

Una serata per dire no al Decreto Salvini

Il Decreto Immigrazione e Sicurezza, voluto dal Governo, avrà gravi conseguenze non solo per i migranti ma anche per i territori che si troveranno a gestire migliaia di persone senza alcun tipo di garanzia e tutele, nuove facili prede della criminalità o dello sfruttamento“.

E’ quanto emerso dalla serata con il tutto esaurito, di venerdì 9 organizzata dal Coordinamento “Ero Straniero” di Fidenza sul Continua a leggere “Una serata per dire no al Decreto Salvini”

Sull’adesione a Welcoming Europe

L’Italia è meta di un importante flusso migratorio dal continente africano. Non solo da quello (anche se sembra che preoccupi solo quello) e niente di ingestibile, ne dal punto di vista statistico ne da quello culturale. Ma soprattutto niente di diverso da quanto accade altrove su rotte diverse e niente di particolarmente diverso da quanto accaduto negli anni che hanno preceduto questo diffuso senso d’impotenza che respiriamo; nell’ultimo decennio l’immigrazione netta (europea ed extra) è stata quasi costante, tra i 300 e i 500mila ingressi l’anno. Continua a leggere “Sull’adesione a Welcoming Europe”

Chi saranno i “Giusti tra le nazioni” di domani?

La Valle Spluga è una diramazione alpina a nord della Val Chiavenna che fa parte della provincia di Sondrio, l’ultima prima della Svizzera. Il suo nome più famoso tra i locali è val di Giüst, che vuol dire valle di San Giacomo, ma è bella anche per il significato che sembra avere nel nostro.(*)

È una valle poco turistica e con una segnaletica di frontiera piuttosto abbozzata, anche perché, specialmente da quelle parti, la frontiera viene spesso spostata in avanti e indietro, a seconda del vincitore di turno. Continua a leggere “Chi saranno i “Giusti tra le nazioni” di domani?”

Servirebbe un abbraccio

La scorsa settimana l’ONU ha lanciato l’ennesimo allarme per la situazione in Yemen, Somalia, Sud Sudan e Nigeria definendola come «la più grave crisi umanitaria dalla fine della Seconda guerra mondiale»Stephen O’Brien, sottosegretario generale per le questioni umanitarie ha dato una definizione tecnica del termine “carestia” che mi ha colpito: quando almeno il 20% delle famiglie non ha più cibo, quando più del 30% soffre di malnutrizione in maniera grave e quando più di 2/10mila persone muoiono ogni giorno di fame, allora è carestia.

Ho pensato che se io avessi avuto in “sorte” di nascere in Sud Sudan, o abitassi in Yemen (dove dal 2015 una guerra molto violenta contro i ribelli sciiti Houthi ha ucciso più di 10mila civili, e ne ha affamati 19 milioni), o mia moglie patisse la fame e la sete come le donne Somale, se i miei figli fossero nelle condizioni in cui si trovano i Siriani, ecco io credo che farei qualsiasi cosa per andarmene. Qualsiasi. Continua a leggere “Servirebbe un abbraccio”