La piccola democrazia dei piccoli Comuni

La piccola democrazia dei piccoli Comuni è in difficoltà da anni.

Provo a non farla troppo lunga, ma se si esclude la propaganda dei social e degli addetti stampa gli elementi per giudicare l’operato di un sindaco sono sempre meno e ormai pochissimi. Di più: molti di loro appartengono alla sfera dell’opinabile come del resto tutta la politica genericamente intesa.

I sindaci sono sempre più isolati dal contesto cittadino e, […] Continua a leggere “La piccola democrazia dei piccoli Comuni”

Del perchè voterò SI ai referendum proposti dalla Cgil

UPDATE 16 marzo: Il Parlamento e il governo stanno per abrogare del tutto i buoni lavoro, di fatto realizzando lo scenario che si sarebbe concretizzato in caso di sconfitta al referendum. Vien da dire che quindi il segnale è arrivato. Ora credo legittimo aspettarsi un impegno su questo fronte un po’ più robusto.

Perchè il referendum è un segnale. Un segnale politico.

Avete presente quei 27 mln di persone che nel 2011 votarono a favore della ripubblicizzazione del servizio idrico integrato? Ecco, secondo voi erano tutti esperti giuristi o amministratori capaci? No. Erano (sarebbero ancora?) un popolo che interpreta uno strumento di democrazia diretta e che segnala una sensibilità, orienta le decisioni dei suoi rappresentanti. Perchè si lavora con gli strumenti a disposizione e in Italia il referendum può essere solo abrogativo. Continua a leggere “Del perchè voterò SI ai referendum proposti dalla Cgil”

Io il 17 aprile voto SI al referendum

referendum trivelleCome (troppo) spesso accade in Italia in questo periodaccio di leadership gonfie, il dibattito sul cosiddetto “referendum anti-trivelle” si è caricato di significati politici e simbolici che vanno molto al di là della domanda a cui dovrò rispondere.

Ah si, perché prima di tutto va detto che io ci andrò a rispondere. Perché il mio nonno ha combattuto per farmi avere questo diritto e non ho nessuna intenzione di sprecarlo o di usarlo male. E dirò pure che m’inorridisce che qualcuno possa trovare utile il mio starmene a casa. L’ho sempre pensato e l’ho pure spiegato a dei ragazzini che si mettevano le braghe corte con me. L’ho persino scritto nelle promesse che ho fatto al momento in cui mi hanno eletto in Consiglio Comunale, trasparenza e partecipazione erano e restano le direttive su cui ricostruire questo paese malato d’ignavia e rabbia. Continua a leggere “Io il 17 aprile voto SI al referendum”