Umani senza confini

Intervista ad una pattuglia di rover e scolte che in un settembre bolognese  ha dimostrato che il futuro è pieno zeppo di speranza, e presto lo andrà a dire alle Comunità capi.

Dice Michela Murgia nel suo ultimo libro che per cambiare il mondo (che sarebbe il fine ultimo dello scoutismo, sintetizzando) servono rivoluzioni plurali dal basso, rivoluzioni che tutti possiamo fare, tutti i giorni. Dice che salveranno il mondo perché contribuiranno ad un nuovo racconto plurale della realtà, capace di abitare le frontiere. Continua a leggere “Umani senza confini”

La strategia della lumaca: parlare di accoglienza a ragion veduta

Una lunga chiacchierata con una coppia normale che ne ha fatte di straordinarie, scritta per Proposta Educativa n° 4/2019 

Parlare con Mirjam e Ugo è strano. Un po’ perché stiamo per parlare di alcuni dei temi più ruvidi degli ultimi anni, tutti insieme, un po’ perché pur avendone fatte più di Bertoldo sembra che abbiano appena iniziato. È purtroppo sempre più difficile da capire, perché la felicità del singolo è sempre più spesso protagonista a scapito della felicità della coppia (la sociologa americana Pepper Schwartz lo spiega meglio, leggete qualcosa), ma davvero parlando con loro due hai la netta sensazione che abbiano semplicemente fatto quel che gli piaceva di più, naturalmente. Continua a leggere “La strategia della lumaca: parlare di accoglienza a ragion veduta”

Come si educa alla vera felicità?

“Quando siete felici fateci caso”
Kurt Vonnegut

La felicità è dappertutto. No sul serio, non è una frase da scrivere sullo zainetto, ma un dato di fatto. Certo non da oggi, ma soprattutto oggi.
L’altro giorno, quando ho scoperto che esiste addirittura una Palestra della felicità, ho pensato che alla fine il mio articolo poteva risolversi con un invito: “Se volete avere figli felici, iscriveteli”*.
D’altro canto l’imperativo assoluto della nostra epoca narcisa è poi quello li, no? Nel breve (o lungo) periodo in cui ti è dato di stare sul pianeta tu devi essere felice a tutti i costi, letteralmente impegnando tutti i tuoi sensi in questo sforzo, ma pure tutti i tuoi risparmi, tutti i tuoi legami e il pezzo di pianeta che ti è stato dato in custodia.

Poi non tutti ci riescono, è ovvio, anzi è proprio nella mortificazione di questa ricerca che si nasconde il tranello più insidioso.[…] Continua a leggere “Come si educa alla vera felicità?”

Il potere dell’impotente

Alberto Pellai è padre di scout e poi anche medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva all’Università degli Studi di Milano. Abbiamo fatto una bellissima chiacchierata sui nostri limiti di maschi e di femmine.

Il ricordo più vivo che ho del mio Campo di Formazione Associativa è legato al mio capo campo, un architetto che sarà stato alto 2 mt per 1 quintale che di ritorno da un deserto che avevo sofferto come pochi altri, mi abbracciò con una forza che non ho mai dimenticato. Nella sessione successiva ci spiegò che l’abbraccio era il primo passo della comprensione, e che solo dopo aver abbracciato si poteva accogliere, accettare e poi perdonare.  E che dentro questo percorso c’era molto di quello che c’era da sapere della sapienza umana. Continua a leggere “Il potere dell’impotente”

Fermati e pensa

 

immaginepeParlavo con un amico della delusione di aver visto un bel matrimonio di comuni amici sfaldarsi senza nessun particolare motivo dopo qualche anno (e due figli). Ne parlavamo una sera d’estate, senza troppe pretese e lui, che non è uno scout né un cattolico praticante se n’è uscito con una di quelle cose che ti fanno infuriare, ma riflettere: “Si, ma perché l’amore eterno è come la democrazia matura, un bel sogno irrealizzabile che dopo un po’ si consuma”.

Ma ci pensate a quanto perda di valore una promessa di fedeltà se fatta solo “finchè non si esaurisce la carica”, o “per un bel po’” ?!! Cosa siamo diventati, pile alcaline? Continua a leggere “Fermati e pensa”

Questo non è un articolo su Trump

Volevo starmene zitto, lo giuro. Ma poi quelli di Proposta Educativa mi han chiesto di scrivere cosa stavo pensando, a caldissimo. Allora l’ho fatto

14980570_10154290405444915_2126923203788674268_nDice Michael Moore che è stato il più grande “vaffa” della storia dell’America. E già qui io comincio a sentirmi inadeguato perché se provo a capire, magari per spiegare, a chi legge queste quattro righe, quel che è successo negli Stati Uniti d’America il 9 novembre del 2016, io mi scopro armeggiare con tutta una serie di categorie del pensiero che il”vaffa” lo mettono per ultimo, o quasi. E invece ha vinto. Continua a leggere “Questo non è un articolo su Trump”

Nuovi spazi di partecipazione

scritto per Proposta Educativa 3/2016

ImmagineL’ultima volta che sono stato all’assemblea della mia cooperativa di consumo la gente entrava, si accreditava al banco d’ingresso, recuperava la bottiglia d’olio d’oliva promessa nella convocazione e se ne andava. “La prossima volta le distribuisco alla fine, porca di una miseria!”, mi ha confessato l’organizzatore. Direte voi: per forza è una coop.

E invece. L’ultima volta che sono stato all’assemblea dei capi della mia zona c’erano 9 gruppi su 15. Non eran venuti perché il sabato pomeriggio devono fare attività, che siamo scout perché facciamo attività, e la domenica facevano altro, che non si viva mica di solo scoutismo. E il vecchio responsabile di branca l/c è stato “costretto” a rimanere per un altro mandato, l’ennesimo. Direte voi: sarà una crisi della nostra epoca. Continua a leggere “Nuovi spazi di partecipazione”

Ridateci il lungo periodo

matteo-maria-zuppiscritto per Proposta Educativa 2/2016

Diceva Keynes, un economista che ha decisamente influenzato l’economia come la conosciamo, che “nel lungo termine saremo tutti morti”. E sembra proprio che l’epoca nella quale viviamo – nella quale ci è stato assegnato il compito di “lasciare questo mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato” – abbia adottato il motto come sua massima di vita.

Pochissimi osano andare oltre il quotidiano e quando lo fanno hanno quasi paura di ammetterlo, come se guardare oltre i propri piedi fosse un’attività cui si dedicano mutuando un mestiere che sanno non appartenergli. Fino a poco tempo fa era un compito affidato dalla comunità agli “intellettuali”, che dettavano una linea a cui poi gli altri si ispiravano facendo quel che era giusto, sapendo che sarebbe poi accaduto quello che poteva accadere. Continua a leggere “Ridateci il lungo periodo”

Il futuro di tutti

scritto per Proposta Educativa 1/2016

martin luther kingParigi, Beirut, Kenya, Siria. Per capire cosa succede oggi nel mondo bisognerebbe anzitutto riuscire a guardarlo per bene, questo mondo, e non è facile come può sembrare, prima di tutto per due motivi.

Anzitutto non viviamo più nell’epoca delle polemiche a mezzo stampa: l’istantaneo dei nostri mezzi sociali è spesso troppo veloce, stupido e abbondante perché il dibattito possa essere orientato verso un obiettivo costruttivo, o anche solo guardato con l’oggettività necessaria. Continua a leggere “Il futuro di tutti”

L’economia buona dei calabroni

calabroni economiaFino a non molto tempo fa laurearsi in economia era una specie di lasciapassare per il fantastico mondo del successo. E infatti le facoltà titolari dei corsi erano letteralmente prese d’assalto. Ora le cose sono un po’ cambiate (e anche le facoltà), ma è ancora attorno alla magistrale di Economia che gira il maggior numero di aspettative, e di gessati grigi (o eleganti tailleur, scegliete voi).

Perché è lì che l’economia, quella ufficialmente al comando dei nostri tempi, incontra i suoi discepoli. Su quell’economia lì, che s’insegna nelle università e di pratica nelle piazze degli affari, si sono formate truppe di studenti che hanno ingrossato (e ingrassato) le fila del pensiero ortodosso secondo il quale l’uomo economico, perdonate la sintesi brutale, è un lupo per tutti i suoi simili, persegue la massimizzazione dell’utilità a prescindere (da ambiente e società), vuole crescere a dismisura (senza considerare le conseguenze o le risorse necessarie) e quando proprio ha accumulato più di quel che servirà alle successive 10 generazioni dopo di lui, allora potrà fare tanta beneficienza ai poverelli, possibilmente detraendola dalle tasse. Continua a leggere “L’economia buona dei calabroni”