La politica tra processo e prodotto

Nel 2005 la Nestlè se ne uscì con una caffè certificato Fairtrade, il marchio del commercio equo. La stessa Nestlè sotto boicottaggio tipo da 30 anni colpevole di promuovere aggressivamente il suo latte in polvere specialmente nei paesi poveri, dove le campagne a favore del late materno dell’Oms arrivano più a fatica.

Mi ricordo la furibonda reazione di Poletti, allora presidente di Fairtrade Italia […] Continua a leggere “La politica tra processo e prodotto”

I social network senza metriche

Ho letto un documento molto interessante nelle scorse settimane. Lo trovate cliccando qui, non lo commento se non annotandone i risultati principali, che servono soprattutto per spiegare perchè preferisco di gran lunga questo strumento (e le sue relative newsletter) ai social network. Che infatti aggiorno pochissimo e senza sapienza alcuna.

C’è tutto un delirante groviglio di tossine dietro la corsa alla desiderabilità sociale e le metriche la incoraggiano come l’ossigeno il fuoco. Anche nel dibattito locale è tutta una confusione di pagine anonime, oggetto di boicottaggi inutili e furiosi, amministratori onnipresenti che arrivano quasi a sostituire il ricevimento pubblico con la chat, mescolanze tra privato e pubblico che nascondono, volutamente, i rispettivi limiti del rilievo pubblico.Tutto questo  porta Continua a leggere “I social network senza metriche”

Questo non è un articolo su Trump

Volevo starmene zitto, lo giuro. Ma poi quelli di Proposta Educativa mi han chiesto di scrivere cosa stavo pensando, a caldissimo. Allora l’ho fatto

14980570_10154290405444915_2126923203788674268_nDice Michael Moore che è stato il più grande “vaffa” della storia dell’America. E già qui io comincio a sentirmi inadeguato perché se provo a capire, magari per spiegare, a chi legge queste quattro righe, quel che è successo negli Stati Uniti d’America il 9 novembre del 2016, io mi scopro armeggiare con tutta una serie di categorie del pensiero che il”vaffa” lo mettono per ultimo, o quasi. E invece ha vinto. Continua a leggere “Questo non è un articolo su Trump”

Qualcosa che vada oltre il dolore

L’altra sera le Comunità musulmane di Fidenza han partecipato alla prima parte del Consiglio Comunale. Molti di loro avevano già partecipato alla veglia silenziosa di sabato sera, mescolandosi a noi nel dolore e nelle paure.

Ciononostante dai banchi di un pezzo della minoranza sono esplose raffiche di parole contro il dialogo interreligioso, la convivenza pacifica, contro le operazioni di facciata della nostra amministrazione che organizza marce e fiaccolate e la mancanza di severi controlli sulle attività dei centri culturale islamici. Con tanto di promozione di hashtag di quelli che resteranno, del tipo ‪#‎bastabuonismo o ‪#shock‎Parigi. E sempre con quella narrativa tossica alla blut und boden (che sta per terra e sangue, l’abbinata perfetta per il tetano, come disse Karl Kraus), tutta concentrata sull’antropomorfizzazione del disagio, mai diretta contro le logiche e le pratiche che lo producono.

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