Esiste un confine fra il bene ed il male

“Non esiste un’agenda per i diritti umani,
i diritti umani sono l’agenda”
prof. Antonio Papisca

Alcuni, sono in tanti, credono che il lavoro politico dei territori medio piccoli come il nostro sia limitato alla buona amministrazione.

Per me è (quasi) il contrario, e gran parte della mia attività di consigliere si concentra da anni sulla convinzione che il lavoro sull’anima della città sia una parte importante del mio ruolo e che essa possa essere alla base di importanti miglioramenti della vita di Continua a leggere “Esiste un confine fra il bene ed il male”

I social network senza metriche

Ho letto un documento molto interessante nelle scorse settimane. Lo trovate cliccando qui, non lo commento se non annotandone i risultati principali, che servono soprattutto per spiegare perchè preferisco di gran lunga questo strumento (e le sue relative newsletter) ai social network. Che infatti aggiorno pochissimo e senza sapienza alcuna.

C’è tutto un delirante groviglio di tossine dietro la corsa alla desiderabilità sociale e le metriche la incoraggiano come l’ossigeno il fuoco. Anche nel dibattito locale è tutta una confusione di pagine anonime, oggetto di boicottaggi inutili e furiosi, amministratori onnipresenti che arrivano quasi a sostituire il ricevimento pubblico con la chat, mescolanze tra privato e pubblico che nascondono, volutamente, i rispettivi limiti del rilievo pubblico.Tutto questo  porta Continua a leggere “I social network senza metriche”

Abbiamo vinto, si. Ma il bello deve ancora venire

“Se lo spirito di un ragazzo verte alla bontà
invece che alla crudeltà
può essere merito solo della bellezza,
non della critica sociale,
ma del contatto con la bellezza e la bontà di altre persone.” (Gipi)

Partiamo dall’inizio: abbiamo vinto e sono molto contento perché abbiamo vinto.

Lo dissi ad Andrea (Massari), quando a Febbraio mi chiese se volevo sostenerlo in questa nuova sfida, l’ho detto in giro a chiunque e lo confermo oggi con questa (non troppo) breve analisi del voto: il mio primo obiettivo era quello di contribuire a fermare l’ondata di piena del voto risentito, quello con cui questa destra post berlusconiana sta dilagando in gran parte delle nostre amministrazioni, che son poi quelle dove dovresti faticare, e molto, a trovare del rancore, quelle che dovrebbero sentirsi Continua a leggere “Abbiamo vinto, si. Ma il bello deve ancora venire”

Candidarsi per (quasi) tutta Fidenza

Quando ero giovane (qualche mese fa quindi …) se volevi dire ai tuoi amici che ad una festa c’era veramente tanta gente dicevi che “Oh, ci sarà stata tutta Fidenza”. Lo si diceva in dialetto, ma era un’epoca in cui lo si faceva senza che assumesse un sapore sovranista.

E’ per quello che l’ho usato come slogan per queste amministrative e l’ho collegato alla frase che don Luigi mi aveva detto all’orecchio quando ci siamo visti un mesetto prima delle elezioni, a mo’ di augurio. Continua a leggere “Candidarsi per (quasi) tutta Fidenza”

Antonio Calò a Fidenza, per restare umani

Tutto è cominciato con la tragedia di Lampedusa del 2015.
Quel giorno, dopo quelle 700 morti, sono tornato a casa arrabbiato, deluso e ferito. «Basta, stanno morendo tutti, dobbiamo fare qualcosa».

Non avevamo molto da offrire, solo le porte di casa nostra. La situazione è stata molto particolare perché la prefettura di Treviso cercava alloggio ovunque ci fosse un letto a disposizione. Abbiamo aperto così casa a sei maschi, tutti musulmani. Non era così che l’avevano immaginata, ma adesso non cambierebbero questa vita con nessun’altra.

Continua qui, ma se vieni in piazza Matteotti il 20 maggio la storia te la racconta lui, Antonio. Clicca sull’immagine per ingrandirla.

5 anni in Comune: di come ho salvato il mondo

Se gli altri anni ci ero andato lungo (1°anno, 2°anno, 3°anno) questa volta ho esagerato, ma continuando a recuperare appunti mi son trovato saltare quasi 6 mesi.

Quindi quello che voleva essere un rendiconto del 4° anno si è trasformato in una riflessione, aperta, su 5 anni di volontariato civico. Continua a leggere “5 anni in Comune: di come ho salvato il mondo”

La politica insapore del litigio perenne

 

«Un mondo costruito su ciò che ci è familiare è un mondo
dove non c'è nulla da imparare... (in quanto c'è) un'invisibile
auto-propaganda che ci indottrina con le nostre proprie idee.» (E.Pariser, 2011)

Quando arrivò il mio primo figlio io non ero affatto sicuro di volerlo vaccinare. Avevo letto il libro di un famoso pediatra che sosteneva, con toni pacati e argomenti convincenti, che la nostra società correva veloce verso l’ipermedicalizzazione, con il solo scopo di creare sempre più clienti al posto dei pazienti. Partecipando ad una sua conferenza lo trovai poi estremamente convincente, contestualizzava le sue teorie, descriveva l’invadenza dell’economico su tutto il resto, e la delusione di fronte ad una classe dirigente, pubblica e privata, che non aveva strumenti per opporvisi, e quindi se ne lasciava corrompere. Non essendo medico però […] Continua a leggere “La politica insapore del litigio perenne”

La memoria del 25 Aprile

C’è questa idea che il contrario del fascismo sia il comunismo, ma non è vero: la Liberazione è stata la vittoria di chi lottava per la libertà contro chi difendeva la violenza nazifascista. E la gente è morta per questo.

“La memoria costituisce un elemento fondamentale della vita di una nazione. Una nazione vive sulla memoria collettiva, anche se non del tutto condivisa, e si regge sulla sua storia. La storia comporta molti significati, e il ricordo di cose avvenute rende avveduti, e quando si tratta di vicende negative, evita il rischio che si ripetano.[…] Quando l’Italia fece la scelta di rendere il 25 aprile festa nazionale fu fatto un passo importante in questa direzione. Il 25 aprile si festeggia la Liberazione dell’Italia e la nascita dell’Italia democratica. Per questo è una festa che dovrebbe essere partecipata e riconosciuta da tutti.”

Non esiste più alcun dubbio storiografico sul ruolo costituente della violenza nel percorso fascista, che quindi non ne è un trascurabile eccesso finale: le leggi razziali, le uccisioni sommarie e le violenze delle squadracce, persino l’alleanza con Hitler sono l’esito di un progetto molto lineare, coerente, interrotto dalla sconfitta solo qualche tempo prima che potesse svilupparsi a livello internazionale.

Per questo Fidenza è una città radicalmente antifascista e nell’ultimo mandato abbiamo approvato una mozione che altro non fa che applicare quanto chieeva lo stesso Pertini nel 1960: “Essere antifascisti è impedire ai neofascisti di manifestare perchè ogni atto, ogni manifestazione, ogni iniziativa, di quel movimento è una chiara esaltazione del fascismo e poiché il fascismo, in ogni sua forma è considerato reato dalla Carta Costituzionale, la loro attività si traduce in una continua e perseguibile apologià di reato”.

E’ ora di approvare il relativo regolamento, sarà una delle prime cose che mi occuperà se sarò eletto.

Non è questione di regolamenti, ma di razzismo

Attrezzarsi ad un futuro multietnico […] è una necessità, anche se non piacesse. Tanto vale che gli europei se ne convincano e cerchino i modi per sviluppare una cultura della convivenza. Cominciando dalla scuola o dalle organizzazioni dei lavoratori, o dalle giovanili che possono diventare un’egregia scuola di positiva convivenza ed interazione. (…) (A. Langer 1989)

Dicono alcuni dei miei compagni, qui come altrove, che mozioni come quella presentata (e poi ritirata) da Rete Civica sull’impossidenza (scaricala cliccando qui) vanno trattate con cautela, che bisogna studiare risposte articolate, “perché il clima del paese è in fondo questo e per cambiarlo serviranno anni di lavoro di base”.

E però sono anni che lo diciamo e nessuno qui lo comincia questo lavoro di base, e intanto che studiamo le risposte più sofisticate a mozioni di questo tipo l’atteggiamento che le anima si moltiplica e si diffonde, perché invece chi lo sostiene non ha paura ne vergogna e ci si dedica con tutta la cattiveria e la strumentalità che si possono immaginare, senza freni. Continua a leggere “Non è questione di regolamenti, ma di razzismo”

Una mozione disumana, ed ignorante

Il testo della dichiarazione di voto sull’OdG “verità per David Rossi”, per chi la vuole leggere.

Marielle Franco

Nel 50ennale della fondazione Amnesty International produsse un video che vale la pena vedere, signor Presidente: in un contesto di oscurità alcuni puntini illuminano un pianeta che pian piano, con il moltiplicarsi di quelle luci, si illumina completamente. La speranza portata dalla mobilitazione dei cittadini svela l’oppressione della mancanza di diritti e rilancia al futuro.

Sulla scorta di quel video vorrei rispondere alla brutta mozione presentata dal gruppo di Forza Italia (è qui, in pdf) che si, mi auguro, ci auguriamo con tutta la forza che possiamo esprimere in un contesto Continua a leggere “Una mozione disumana, ed ignorante”