Il self made man è uno sfigato

L’antica tecnica dell’ancoraggio è pratica di uso comune nelle fiere di moto: si mette la sventolona di turno in sella alla nuovissima fuoriserie e la si lascia lì a rosolare sotto i faretti mentre orde di maschi con gli ormoni in fibrillazione si precipitano a fare foto che condivideranno poi sui social con l’hashtag #tette coprendo il marchio e il prodotto. (Il marketing delle biciclette e il corpo delle donne)

Il percorso che questi Consigli Straordinari del 25 novembre hanno generato andrebbe valorizzato come una serie coi suoi episodi, perché tutto insieme fa cogliere punti di vista che nella singola occasione si perdono.

Nel mio piccolo ho provato a portare contributi sulla violenza, sulla definizione di abuso di potere, sulle abitudini culturali maschili e persino su alcuni atteggiamenti un po’ opportunistici che ci permettiamo noi che possiamo riflettere su queste cose pubblicamente. Niente di memorabile, lo so bene, ma forse può essere notevole anche solo aver portato dentro le nostre chiacchiere e i nostri verbali gli stimoli di un dibattito che altrove è ben più radicato e generativo, come dimostra l’adozione della Scevà in molti documenti pubblici, o il rifiuto del suo uso da parte di altri […] Continua a leggere “Il self made man è uno sfigato”

Dalla parte di Tina Anselmi, e di Miley Cyrus

Sono nato maschio, bianco, europeo e in una famiglia benestante. Una compilation di colpi di fortuna che se in pediatria mi avessero regalato un terno me la sarei giocata peggio. Sempre che il terno sia la combinazione più ambita, chè non ho mai giocato al lotto in vita mia. A rigor di logica avrei dovuto essere pure io uno di quei maschi “che non deve chiedere mai” , ma evidentemente non ne avevo la stoffa.

Ricordo che da ragazzi, quando alcuni sceglievano sport o pratiche “diverse”, che fossero la pallavolo al posto del calcio o la cucina o addirittura il ballo, Continua a leggere “Dalla parte di Tina Anselmi, e di Miley Cyrus”

Per Leyla Zana, contro ogni violenza di genere

leyla zanaNon è semplice parlare oggi, ci sarebbe così tanto da dire che scegliere 5 minuti è un’operazione già molto politica: la situazione delle donne in gran parte del mondo è purtroppo ancora uno specchio distorto delle opportunità che non riusciamo a cogliere come umanità in cammino.

Ma se si fa politica istituzionale scegliendo di stare sempre (e per sempre) dalla parte degli ultimi e non dei primeggianti, degli oppressi e non delle vittime, dell’uguaglianza e non dei privilegi, delle differenze e non dell’egualitarismo allora la situazione delle donne è un ottimo punto di osservazione del reale. E dell’immaginario. Continua a leggere “Per Leyla Zana, contro ogni violenza di genere”

Un discorso sulla violenza di genere, e la politica

512352531Intervengo brevemente, come rappresentante di un partito che sta cercando, per lo meno qui ed ora, di interrogarsi su alcune faccende che hanno a che fare anche con il tema di questa sera. E come appartenente ad un genere, quello maschile, che per quanto possa essere messo in (parziale) difficoltà da qualche statistica elencata anche durante i lavori di questo 25 novembre, comanda il mondo senza dubbio e senza confronto alcuno.

Mi dedico subito alla questione del punto di vista maschile, perché è la più importante, e perché tanto le due cose son collegate; su quella che chiamano “violenza degli uomini sulle donne”, io mi sto pian piano costruendo l’opinione che serva quello che Marco Deriu – sociologo dell’Università di Parma – chiama “cambio di frame di riferimento”. A dire che si ha la netta sensazione che sia necessario spostare o per lo meno ampliare il campo d’indagine dalla semplice occasione (il brutale ripetersi di una violenza inutile) al complessivo rapporto del genere maschile con il genere femminile. Continua a leggere “Un discorso sulla violenza di genere, e la politica”