Diamo cittadinanza all’attivismo

"Nulla è definitivamente utile, nulla è inutile" (R. Noury)

Alcune vite, alcune donne, alcuni uomini hanno lottato così tanto per i diritti umani e per l’ambiente che le loro gesta risvegliano la nostra voglia di lottare per la giustizia.

Sono quasi degli eroi, fino a pochi anni fa i loro nomi erano dappertutto, i cantanti dedicavano loro i migliori album delle loro carriere, e spesso veri e propri inni musicali. Ognuno ha i suoi: Chico Mendes, Nelson Mandela, Peppino Impastato, Ken Saro-Wiwa, Marielle Franco, padre Ezechiele Ramin, Aung San Suu Kyi.

E poi ci sono le persone normali, quelle che non scelgono deliberatamente di esporsi ad esempio, ma che seguono il loro percorso e si trovano senza volerlo al centro della scena. Senza volerlo, perchè da quella scena ricavano solo rogne. A volte ne ricavano la morte e quindi non sapremo mai se avrebbero apprezzato o vissuto con ritrosia il loro eroismo.

Il dicembre scorso, dopo 668 giorni di rinvii, è stato scarcerato Patrick Zaky, un ragazzo egiziano la cui colpa sembra sia quella di aver scritto nel 2019 un testo in cui raccontava la sua vita da cristiano copto in Egitto.
Sembra, perché le prove della Procura di Mansura sono segrete quindi potevano accusarlo della qualsiasi. Rischia fino a 5 anni di prigione, e non è previsto alcun appello. É buona la prima. 

Abbiamo già parlato di Patrick Zaky in Consiglio, a dire il vero non sempre nei termini che meritava. Abbiamo già raccontato che Patrick non aveva e non voleva avere la tempra dell’eroe, che era solo uno studente, una persona decente la definirebbero gli anglosassoni, che sapeva aiutare i più deboli senza ostentare alcun presenzialismo.

Ma non è per questo che è stato condannato a questa specie di pena di morte a rate dallo Stato Egiziano. Non hanno bisogno di alcun particolare motivo i dittatori quando non rispettano i diritti umani.

Human Rights Watch lo dice chiaramente nel suo rapporto sui diritti umani in Egitto. “Con il pretesto di combattere il terrorismo, il governo del presidente Abdel Fattah al Sisi di fatto ha dato carta bianca alla polizia del ministero dell’interno e all’agenzia della sicurezza nazionale per sopprimere tutta l’opposizione, compreso il dissenso pacifico, con un’impunità quasi assoluta per gravi abusi”, scrive l’ong.

L’obiettivo del regime, di tutti i regimi, è colpire per intimorire. Per questo Patrick Zaky è uno di noi, per questo siamo tutti potenzialmente come lui. Perchè anche ad Ikram Nazih sarà suonato pazzesco il paragone, prima di essere incarcerata 2 mesi per aver pubblicato su Facebook una vignetta offensiva per l’Islam.

L’importanza della normalità sta proprio nel suo essere un riferimento.
Se la normalità è un livello di civiltà superiore tutti la adotteremo come riferimento.

Il 7 luglio 2021 la Camera dei Deputati ha approvato un ordine del giorno per chiedere la cittadinanza italiana per Patrick. L’OdG impegna, ma non obbliga il governo. Il Senato aveva fatto lo stesso in aprile.

Ma adesso che Patrick è libero l’azione del Governo deve cambiare il passo, come quando in montagna comincia la salita. 

Il Comune di Fidenza può solo accompagnare il dibattito politico e per farlo può concedere la cittadinanza onoraria a Patrick che evidentemente non porterà automaticamente all’assoluzione del giovane ricercatore, la Convenzione de l’Aja è chiara su questa cosa, e dice che in caso di doppia cittadinanza prevale quella di nascita.

Ma si tratterebbe di un segnale forte.
Perchè coi forti abbiamo a che fare. Chi pensa che le parole di un Consiglio Comunale non servano a nulla riserva al suo ruolo di Consigliere un’importanza grottesca e ai prepotenti un valore che non meritano.

Sostenere l’impegno preso dal Parlamento italiano significa invece onorare l’impegno delle persone normali, quelle appunto che non si sentono addosso la tempra dell’eroe.

Che è poi quello di cui la nostra società ha bisogno come il pane, e quello che nelle ultime battaglie ha dimostrato più volte di essere l’elemento decisivo.

Autore: marcogallicani

www.gallicani.it

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