Fidenza è in emergenza climatica, ma è solo l’inizio

Nel Consiglio Comunale del 16 settembre è stata votata all’unanimità l’Ordine del Giorno sulla “Dichiarazione emergenza climatica” depositato in estate.

Un Ordine del Giorno assolutamente inutile, di quelli che sarebbero piaciuti ad alcuni consiglieri di minoranza della passata legislatura, che quando approvammo una mozione che chiedeva al sindaco di partecipare – non credo l’abbia fatto, ma a questo punto è uguale – al movimento di pressione sul presidente Trump perchè cambiasse idea sull’adesione del suo paese agli Accordi di Parigi, se la giocarono sui social dicendo che effettivamente avevano letto lanci di agenzia su un Trump terrorizzato dalle nostre prese di posizione. Forse se lo ricordano.

Era un ordine del giorno inutile quello, come questo di oggi, perchè non comportava alcuna delibera amministrativa, non permetteva alcuna inaugurazione, non s’ingraziava nessuno, né tanto meno lo sbeffeggiava.

In quello di oggi si chiede una sola cosa indispensabile, essenziale, una formale richiesta di un’importanza vitale. Si chiede di non far più finta di niente. E non per difendere chissà quale tattica elettorale spacciata per strategia di lungo periodo, ma semplicemente perché non ce lo possiamo più permettere.

Il Luglio scorso è stato il mese più caldo mai registrato a livello globale. In Siberia e in Amazzonia, ma anche nella savana dell’Africa centrale si stanno sta consumando delle autentiche catastrofi ambientali. Nel frattempo in Groenlandia, in un solo giorno si sono fuse 11 miliardi di tonnellate di ghiaccio e 194 nel mese di luglio. Non abbiamo più tempo per far finta di nulla, per anteporre delle mediazioni nei confronti di legittimi interessi e necessari equilibri. Semplicemente non possiamo più permettercelo.

Il cambiamento climatico, questa cosa per cui ci stiamo fondamentalmente arrostendo da soli, forse non è ancora entrato nelle agende dei singoli cittadini che ancora trovano normale muoversi a Fidenza solo in auto e pretendere di trovare parcheggio a meno di 50 metri dal bar del venerdì sera, in una città di meno di 30mila abitanti tutta in pianura, ma deve assolutamente e da oggi avere il primo posto in quella dei decisori, semplicemente perchè non abbiamo alternative.

Ma non è che farà un po’ più caldo, accenderemo un po’ più spesso li climatizzatore e amen, sia chiaro: gli scienziati prevedono tra le conseguenze certe l’aumento delle migrazioni forzate, della fame e la pericolosità che le disuguaglianze nell’accesso alle risorse sfocino in movimenti e governi xenofobi, nazionalisti e autoritari. Aumenteranno, sono già aumentate nei paesi tropicali, le malattie da disidratazione, emergeranno nuovi virus fino ad oggi congelati. Molte falde acquifere si salinizzeranno. Tra l’altro è il tema, l’unico forse, vista la stanchezza del modello attuale, che può garantire una qualche forma di futuro economico.

Sia chiaro, lo sottolineo perchè dovremmo essere tutti adulti in quest’Aula, anche dopo la sua eventuale approvazione eventuale, addirittura anche dopo l’applicazione, stupefacente e rapida di tutto il deliberato che l’emendamento ha spostato all’ordine del giorno del tavolo dell’ambiente, il clima non sarà migliorato, l’emergenza non sarà scongiurata.

Sarà solo l’inizio. Questo Ordine del Giorno, queste persone qui presenti, quelle che il 27 sciopereranno in tutto il mondo, è stato scritto per affermare che siamo di fronte ad un bivio: possiamo accettare la logica di oggi, che ci sta pian piano portando verso l’annichilimento, o cambiare adesso e radicalmente il sistema di gestione delle risorse. E per farlo l’azione individuale, per quanto importante, non è abbastanza. Credete ad un 45enne, non sarà sufficiente smettere di usare l’auto. Fare un po’ più raccolta differenziata, e sbandierarne i risultati a destra e a manca.

Questo ordine del Giorno dice che è necessaria una presa di posizione collettiva, un unico forte grido, formato dalla voce di tutti e tutte, che si alzi e si faccia sentire contro coloro che devastano il nostro ambiente e li costringa a cambiare, facendo scelte individuali, certamente, votando con il portafoglio, come direbbero dalle parti del mio datore di lavoro, ma anche obbligando per legge.

E dice che la presa di posizione non può più, come forse potè  in passato, passare da una dichiarazione alla stampa, ma deve passare dall’esempio perchè per i giovani, quelli che se anche non vanno a votare non è poi così grave, la nostra credibilità è vicinissima allo zero.

E ce la dobbiamo ricostruire tutta quanta, con pazienza e metodo anche smettendo oggi di far finta di nulla. E riconquistarci così quel ruolo che sarebbe nostro, di condurre i cittadini smettendola di sedurli.

Diceva il famoso esperto di foreste che “Alla fine, conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che conosciamo, conosceremo solo ciò che ci è stato insegnato”. Quindi qualcuno si deve assumere l’onere di cominciare ad insegnare

Autore: marcogallicani

www.gallicani.it

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