I social network senza metriche

Ho letto un documento molto interessante nelle scorse settimane. Lo trovate cliccando qui, non lo commento se non annotandone i risultati principali, che servono soprattutto per spiegare perchè preferisco di gran lunga questo strumento (e le sue relative newsletter) ai social network. Che infatti aggiorno pochissimo e senza sapienza alcuna.

C’è tutto un delirante groviglio di tossine dietro la corsa alla desiderabilità sociale e le metriche la incoraggiano come l’ossigeno il fuoco. Anche nel dibattito locale è tutta una confusione di pagine anonime, oggetto di boicottaggi inutili e furiosi, amministratori onnipresenti che arrivano quasi a sostituire il ricevimento pubblico con la chat, mescolanze tra privato e pubblico che nascondono, volutamente, i rispettivi limiti del rilievo pubblico.Tutto questo  porta all’adozione di comportamenti drasticamente disfunzionali alla creazione di un discorso pubblico costruttivo:
1) l’aumento del tasso di competizione con gli altri
2) l’utilizzo manipolatorio delle emozioni
3) la tendenza all’omogeneizzazione delle posizioni espresse.

Nell’articolo ci sono anche i link per recuperare le applicazioni che tolgono le metriche dai social che usate, se per caso il pericolo vi avesse convinto.

Potrà sembrare una discussione poco utile, nel marasma di cose che capitano ogni giorno, ma

– se frequentate anche solo per un po’ di tempo i giovani vi renderete conto che questa, assieme all’abbassamento drammatico dell’età di acquisto di un telefono smart, è una vera e propria emergenza per il futuro.

– se vi capita di ragionare ogni tanto con degli adulti, vi accorgerete che le dinamiche dei social si stanno riversando pericolosamente nella vita reale. Siamo autori di un’epoca della disinformazione, nella quale maggiori informazioni avrebbero dovuto significare un dibattito più informato, ma al contrario si stanno rivelando un potente mezzo antidemocratico, autoimposto, che ci blocca dall’imparare dai fatti.

E dal fare un sacco di altre cose, molto più creative di un selfie.

Trump nel 2018 è arrivato a spendere 1 mil di $ al giorno in microtargetizzazioni. Se la son presa (giustamente?) con i contenuti e le fake news, ma la verità è che se non puoi spendere altrettanto faresti meglio a recuperare altre tecniche, meno impersonali.

E pure se li avessi quei soldi (perchè te li passa Putin, o qualcun’altro) a spenderli non faresti altro che alimentare una macchina che ha l’obiettivo di eliminarlo, il dibattito pubblico. Che poi magari è proprio quello che vogliono, loro.

Autore: marcogallicani

www.gallicani.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.