Antonio Calò a Fidenza, per restare umani

Tutto è cominciato con la tragedia di Lampedusa del 2015.
Quel giorno, dopo quelle 700 morti, sono tornato a casa arrabbiato, deluso e ferito. «Basta, stanno morendo tutti, dobbiamo fare qualcosa».

Non avevamo molto da offrire, solo le porte di casa nostra. La situazione è stata molto particolare perché la prefettura di Treviso cercava alloggio ovunque ci fosse un letto a disposizione. Abbiamo aperto così casa a sei maschi, tutti musulmani. Non era così che l’avevano immaginata, ma adesso non cambierebbero questa vita con nessun’altra.

Continua qui, ma se vieni in piazza Matteotti il 20 maggio la storia te la racconta lui, Antonio. Clicca sull’immagine per ingrandirla.

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Autore: marcogallicani

www.gallicani.it

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